3 giorni alla scoperta dell’entroterra Garganico, e delle varianti del pancotto

09
marzo
2014

Posted by Enza Bergantino

Posted in News / Sapori in tour

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pancotto

Se si parla di Gargano, si pensa subito alle bianche coste di Vieste, alle scogliere di Peschici, Mattinata… mare blu e tanto buon cibo. Ma il Gargano non è solo questo, appassionatevi dell’entroterra! Venite a scoprire un mondo di tradizioni, natura e tanta bella gente.

Un’itinerario alla scoperta del “Pancotto” e delle sue varianti nei vari comuni dell’entroterra. I piatti Garganici della montagna del Sole sono piatti poveri, tutti di chiara derivazione contadina, molti di questi preparati con il pane, alimento base di tante generazioni del luogo. Il pane di queste zone, “Pane tipo pugliese”, è prodotto con grano duro proveniente direttamente dal tavoliere delle Puglie, ed è cotto negli storici forni a legna. (consiglio una passeggiata in uno dei borghi dell’itinerario al mattino presto, per gustare del profumo del pane appena sfornato, non potrete più farne a meno).

Il Pancotto ha una preparazione semplice, la cui base è il pane raffermo, e gli ingredienti prevedono l’utilizzo di qualsiasi tipo di verdura, in base alla stagionalità, la ricetta varia da borgo a borgo. L’olio è d’obbligo, a crudo e rigorosamente extravergine di oliva.

                                                  “Quedde che truve, mitte e quedde che mitte, truv!”

Giorno 1 mattino

Rignano Garganico. Il più piccolo comune della montagna del sole, arroccato a 600 mt. sul livello del mare, gode di una delle più belle viste del sud Italia. I vicoli del centro storico conservano un antico fascino immutato, quasi come se il tempo si fosse fermato qui!Fermatevi a gustare la specialità locale “lu Pan cutt p’li faf ammunnat”. Gustatelo con un filo d’olio a crudo, la zona del Rignanese è nota per i suoi produttori di olio extravergine d’oliva ancora macinato a freddo nei frantoi limitrofi.

Giorno 1 pomeriggio

Proseguite sulla strada provinciale 22 per raggiungere San Marco in Lamis. La storia della cittadina si intreccia con quella del monastero di San Matteo Apostolo, un convento di frati francescani risalente al X secolo DC. Visitate il centro storico “La Padula”, (la palude) che connota l’origine paludosa del paesino. La sera, tornate verso Rignano Garganico e lasciatevi cullare dai dolci tornanti con la vista del tramonto mozzafiato. Qui potrete gustare ricette tipiche del posto, tra cui la Musiscka, listarelle di carne, solitamente di pecora, conciate con aglio, sale, olio e peperoncino.

Giorno 2 mattino

Proseguite il vostro Tour percorrendo la SS 272 per raggiungere San Giovanni Rotondo. Luogo di culto per eccellenza, ospita il Santuario di Padre Pio, da visitare la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, e la chiesa di Padre Pio, monumentale opera architettonica dell’architetto Renzo Piano, uno dei più belli esempi di architettura ecclesiastica contemporanea.

Giorno 2 pomeriggio

Addentratevi nel bosco percorrendo la SP 43 in direzione Carpino. La città dell’Olio e della fava di Carpino, famoso per il Carpino Folk Festival, che si svolge nei primi 10 giorni di agosto. Per chi ama la natura, il consiglio è di fare un salto nella riserva naturale di Ischitella e Carpino.

Per la cena, fermatevi a gustare un piatto di Pancotto nella versione di Carpino, rigorosamente con le fave. Le fave di Carpino, sono un presidio Slowfood, si possono gustare fresche nei mesi estivi, e secche durante tutto l’anno;

PANCOTTO ALLA CARPINESE CON LE FAVE
pancotto carpino
x4:
-400 gr di Fave di Carpino
-400 gr. di pane raffermo
-1 cipolla
-qualche pomodoro
Mettete per 12 ore le fave in acqua.
Scolatele e lessatele in acqua salata fino a ricoprirle
con aggiunta della cipolla tagliata in 4 e i pomodorini tagliati.
Cuocetele a fuoco lento per circa 2 ore.
Tagliate il pane a tocchi medio-grossi e mettetelo in in piatto fondo.
Cospargete il pane con le fave e la loro acqua di cottura.
Aggiungete un filo d’olio extravergine d’oliva garganico.
A piacimento condite la pietanza con della cipolla rossa a fette sottili o dell’origano. (Fonte: Garganistan)

Giorno 3 mattino

Innamoratevi del Gargano! Prima tappa Vico del Gargano. Il paese dell’amore. Passate qui il giorno di San Valentino con la vostra dolce metà… non ve ne pentirete! Uno dei più belli borghi d’Italia, famosa per gli agrumi! Per pranzo, assaggiate la specialità tipica di Vico, La paposcia, una focaccia dalle origini antichissime, pasta di pane lievitata , cotta nel forno a legna per poco tempo e poi farcita con olio , e gli ingredienti che uno preferisce e poi rimessa nuovamente in forno per pochi minuti.

Giorno 3 pomeriggio

Munitevi di scarpette da trekking e abbigliamento comodo… stiamo per entrare in un mondo incantato! A farvi compagnia Daini, alberi secolari e un’ombra fantastica. Benvenuti nella Foresta Umbra. Un luogo fatato, polmone verde del sud, a pochi passi dal mare. Il tour si conclude a Monte Sant’Angelo. Veduta mozzafiato sul golfo di Manfredonia, meta di pellegrinaggi sin dall’antichità per il celebre Monastero di San Michele Arcangelo, patrimonio dell’UNESCO. Non dimenticate di assaggiare le famose Ostie!

E naturalmente il Pancotto, nella variante Montanara.

Ingredienti

* Cipolle
* Verza
* Patate
* Fave
* Finocchio selvatico
* Pane tradizionale di Mattinata
* Pomodoro
* Aglio
* Sale
* Olio extravergine d’oliva

Preparazione

Le fave private dell’unghia (parte nera superiore) vanno messe a bagno 12 ore prima della preparazione, poi lessate in acqua leggermente salata, avendo cura di reintegrarla man mano che evapora. Pulite e lavate gli ingredienti vegetali. Affettate le cipolle a lamelle e fatele imbiondire in 4 cucchiai d’olio, a fuoco moderato e tegame coperto. Unite le patate ridotte a cubetti piuttosto grandi, la verza privata del nodo centrale e anch’essa tagliata grossolanamente, i pomodori a pezzettoni e il finocchio selvatico. Coprite, fate stufare per 10 minuti circa, quindi aggiungete acqua in quantità sufficiente a coprire il tutto, regolate di sale e proseguite la cottura per altri 20 minuti. Quando le fave sono tenere (occorrono circa 50-60 minuti) incorporatele nelle verdure e fate andare per altri 10 minuti. Adagiate sul fondo di una casseruola piuttosto larga il pane tagliato a cubi di 3 cm di lato, versatevi sopra la minestra e lasciate riposare qualche minuto: il pane deve risultare inzuppato senza però perdere consistenza. Servite con abbondante olio a crudo e, se possibile, accompagnate con olive in salamoia.

About 

Sono appassionata di arte fin da bambina, di design, di moda e di pubblicità. Amo la lirica, il teatro, il cinema, la letteratura, la musica, la Provenza, il mio cocker Navarre e la Mia Puglia. Sono una viaggiatrice e porto sempre con me la reflex.

Mi appassiona tutto ciò che è interessante, da grande vorrei fare il falegname, come mio nonno! Adoro l’arte contemporanea, gli alberi di natale ricchi e luminosi, passeggiare, l’aria pungente di una fredda giornata di dicembre a L’Aquila… Ho passioni trasversali, mi innamoro ogni giorno, di cose diverse, sempre nuove, come in un’avventura!

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